L’ESPERTO RISPONDE
Dove mettere il climatizzatore? Il posizionamento fa la differenza
Quando si parla di prestazioni di un climatizzatore, l’attenzione si concentra spesso su potenza, classe energetica, tecnologia inverter e livello sonoro. Ma c’è un elemento altrettanto importante che viene deciso prima ancora dell’accensione della macchina: dove installarla.
Il posizionamento delle unità interne ed esterne non è infatti una semplice questione estetica o di praticità. Può influenzare la distribuzione dell’aria, la percezione del comfort, la rumorosità, l’efficienza del sistema e anche la facilità delle future operazioni di manutenzione.
Per questo l’installatore non dovrebbe chiedersi soltanto “dove riesco a montarla?”, ma soprattutto: “dove può lavorare meglio?”
L’unità interna: l’aria deve arrivare dove serve
Uno split a parete deve creare una circolazione dell’aria efficace nell’ambiente senza trasformare il flusso in una corrente fastidiosa per chi lo occupa.
La posizione ideale dipende quindi dalla geometria del locale, dalla disposizione degli arredi e dalle zone normalmente utilizzate dalle persone.
Un errore frequente è collocare l’unità direttamente sopra un letto, un divano o una scrivania. In questi casi il flusso d’aria può investire direttamente le persone, aumentando la percezione di corrente e riducendo il comfort.
Altrettanto importante è lasciare libera la zona di aspirazione e mandata. Tende, mobili, mensole o altri ostacoli possono alterare la distribuzione dell’aria e ridurre l’efficacia della climatizzazione.
L’obiettivo non è semplicemente raffreddare o riscaldare il locale, ma farlo in modo uniforme.
In modalità riscaldamento, poi, la progettazione del flusso assume un’importanza ancora maggiore: l’aria calda tende a concentrarsi nella parte alta dell’ambiente e deve quindi essere distribuita in modo da favorire il corretto rimescolamento dell’aria.
Anche il punto in cui “misura” la macchina è importante
C’è un altro elemento che spesso passa inosservato: il climatizzatore regola il proprio funzionamento sulla temperatura che rileva.
Se l’unità interna viene installata in una posizione in cui la temperatura è significativamente diversa da quella della zona effettivamente occupata, il sistema può ricevere un’informazione poco rappresentativa dell’ambiente.
Una fonte di calore nelle vicinanze, l’irraggiamento solare diretto o una particolare configurazione del locale possono quindi influenzare la regolazione.
La conseguenza non è necessariamente un malfunzionamento, ma una regolazione potenzialmente meno precisa e quindi un comfort non ottimale.
L’unità esterna deve poter “respirare”
Se l’unità interna determina soprattutto la qualità del comfort, quella esterna è fondamentale per consentire al sistema di lavorare nelle condizioni previste.
Il principio è semplice: l’unità esterna deve poter scambiare calore con l’aria senza ostacoli e senza ricircolare l’aria già espulsa.
Installarla in una nicchia, troppo vicino a una parete o in uno spazio scarsamente ventilato può compromettere questo processo.
In raffrescamento, ad esempio, l’unità deve trasferire all’esterno il calore sottratto all’ambiente. Se l’aria che aspira è già stata riscaldata dalla macchina, lo scambio termico diventa meno favorevole e il sistema può dover lavorare più intensamente.
Il risultato può essere una combinazione poco desiderabile:
prestazioni inferiori + maggiore assorbimento + minore efficienza.
Anche in riscaldamento è fondamentale garantire un adeguato ricambio d’aria attorno all’unità.
Per questo le distanze minime non sono semplici indicazioni “da manuale”: servono a garantire le condizioni di funzionamento previste dal costruttore.
Silenzioso sulla carta, ma anche nell’ambiente
La rumorosità di un climatizzatore non dipende soltanto dal valore di dB dichiarato dal produttore.
Un’unità esterna installata su una struttura poco rigida, oppure senza un adeguato sistema di isolamento dalle vibrazioni, può trasmettere rumore alla parete o alla struttura dell’edificio.
Il problema può essere amplificato quando l’unità viene collocata vicino a camere da letto, finestre o ambienti particolarmente silenziosi.
Per questo è opportuno:
- scegliere una superficie di fissaggio adeguata;
- dimensionare correttamente staffe e supporti;
- utilizzare sistemi antivibranti quando previsti;
- evitare che tubazioni e canaline siano a contatto con elementi che possano trasmettere vibrazioni;
- considerare la posizione dell’unità rispetto agli ambienti abitati e ai vicini.
La qualità acustica dell’installazione si costruisce anche con dettagli che non si vedono.
I 5 errori che possono compromettere il risultato
1. Puntare il flusso direttamente sulle persone
Il climatizzatore funziona, ma il comfort percepito può peggiorare.
2. Limitare aspirazione o mandata dell’unità interna
Arredi, tende e ostacoli possono alterare la distribuzione dell’aria.
3. “Nascondere” l’unità esterna
Nicchie e spazi troppo stretti possono ostacolare lo scambio d’aria e favorire il ricircolo.
4. Trascurare vibrazioni e trasmissione del rumore
Una superficie o un sistema di fissaggio non adeguati possono amplificare la rumorosità.
5. Scegliere la posizione solo in funzione delle tubazioni
La soluzione più semplice da installare non è necessariamente quella migliore per il funzionamento dell’impianto.
La domanda giusta da porsi prima di installare
Prima di fissare le unità, conviene fare una valutazione complessiva:
Dove circolerà l’aria?
Dove si troveranno le persone?
Dove verrà rilevata la temperatura?
L’unità esterna avrà sufficiente spazio per lo scambio d’aria?
Il sistema potrà funzionare senza trasmettere vibrazioni?
Le unità saranno facilmente accessibili per la manutenzione?
Il percorso delle linee frigorifere sarà efficiente?
Solo dopo aver risposto a queste domande si dovrebbe individuare la posizione definitiva.
In sintesi
Un buon climatizzatore non esprime tutte le proprie potenzialità semplicemente perché è un prodotto efficiente.
È l’insieme tra tecnologia, dimensionamento e installazione a determinare il risultato finale.
Per questo il posizionamento delle unità deve essere considerato una vera fase di progettazione: una scelta corretta contribuisce a migliorare contemporaneamente comfort, rumorosità, efficienza e affidabilità dell’impianto.
E per l’installatore, questa è forse la regola più semplice da ricordare:
Non installare la macchina dove è più facile metterla. Installala dove può lavorare meglio.